Quale attività fisica scegliere con la fibromialgia? Guida pratica per orientarsi
Con la fibromialgia non esiste un’attività migliore per tutti. Scopri come scegliere tra cammino, piscina, cyclette, pilates ed esercizi a casa.
GESTIONE QUOTIDIANA E STILE DI VITARIABILITAZIONE E FISIOTERAPIA
GIUSEPPE ANTONIO MAURO | Fisioterapista
5/22/202614 min read


Con la fibromialgia, la domanda non è solo: “Quale attività fisica fa bene?”
La domanda più vera, spesso, è un’altra:
“Quale attività posso fare senza peggiorare dolore, stanchezza e sintomi nei giorni successivi?”
Se hai già provato a camminare, andare in palestra, fare piscina o yoga e poi ti sei ritrovata/o più dolorante, più stanca/o o scoraggiata/o, questo articolo è pensato proprio per te.
Qui non troverai una guida pratica per scegliere l’attività fisica più adatta alla tua situazione attuale, considerando sintomi, tolleranza, storia di flare, obiettivi e preferenze personali.
Perché nella fibromialgia il punto è trovare un movimento abbastanza utile da aiutarti, ma abbastanza sostenibile da poterlo ripetere nel tempo.
Esiste davvero una migliore attività fisica per la fibromialgia?
La risposta più onesta è: no, non esiste una sola attività migliore per tutte le persone con fibromialgia.
Le linee guida EULAR indicano l’esercizio fisico come l’unico intervento terapeutico con raccomandazione “forte” nella gestione della fibromialgia, ma sottolineano anche che gli effetti dei trattamenti sono spesso moderati e che il percorso va adattato alla persona (studio 1).
Questo significa una cosa importante:
l’attività fisica è importante, ma non va trasformata in una prescrizione rigida.
Gli studi mostrano benefici per diverse forme di esercizio:
attività aerobica, come cammino, cyclette, nuoto o attività in acqua;
esercizi di forza;
programmi misti;
attività dolci o mind-body come pilates adattato;
esercizi di mobilità e flessibilità.
Le revisioni scientifiche suggeriscono che l’esercizio aerobico può migliorare qualità di vita, funzione fisica e dolore in alcune persone con fibromialgia (studio 2).
Anche l’attività in acqua mostra benefici su benessere, sintomi e fitness, con evidenze da basse a moderate (studio 3).
Gli esercizi misti possono migliorare qualità di vita, funzione fisica, dolore e fatica, anche se la certezza delle prove non è sempre alta (studio 4).
Gli esercizi di forza hanno evidenze interessanti, soprattutto se inseriti in modo progressivo e tollerabile (studio 5).
Il problema, quindi, non è scegliere tra “attività giusta” e “attività sbagliata”.
Il problema è scegliere la dose giusta, nel momento giusto, per la persona giusta.
Prima di scegliere l’attività, guarda in che fase sei
Nella fibromialgia i sintomi possono cambiare molto.
Ci sono giornate in cui ti senti più stabile.
Altre in cui il dolore aumenta, la stanchezza è più pesante, il sonno è stato pessimo e anche le attività normali sembrano troppo.
Per questo la scelta dell’attività fisica non dovrebbe partire dallo sport in sé, ma dalla fase in cui ti trovi.
Se sei in un flare o in una fase molto instabile
Un flare è una fase di peggioramento temporaneo dei sintomi: più dolore, più fatica, più sensibilità, più difficoltà a recuperare.
In questi momenti, l’obiettivo non è “allenarsi”.
L’obiettivo è mantenere un minimo di movimento senza alimentare il peggioramento.
Se sei in una fase così, di solito è meglio orientarsi su:
brevi camminate leggere;
mobilità dolce;
respirazione associata a piccoli movimenti;
esercizi a letto o da seduti;
pause attive molto brevi;
movimenti quotidiani distribuiti, non concentrati.
In questa fase può essere utile rileggere anche la guida su cosa fare durante un flare di fibromialgia, perché il movimento va inserito dentro una strategia più ampia di recupero.
Se i sintomi sono presenti ma abbastanza stabili
Se il dolore c’è, ma non è in forte peggioramento, e la fatica è gestibile, puoi ragionare su attività più strutturate.
In questa fase possono avere senso:
cammino regolare;
cyclette leggera;
esercizi a casa;
piscina;
pilates adattato;
esercizi di forza molto graduali;
programmi misti.
Qui l’obiettivo è iniziare a costruire una base di resistenza, forza, fiducia e autonomia.
Secondo una revisione del 2025 sull’esercizio aerobico nella fibromialgia, una possibile indicazione è praticare attività aerobica 2-3 volte a settimana, per 25-40 minuti, con progressione graduale; ma nella pratica clinica molte persone devono iniziare da dosi molto più basse (studio 8).
Quindi non devi sentirti “sbagliata/o” se all’inizio 25 minuti sono troppi.
Per alcune persone, il primo passo realistico può essere 5 minuti. E va benissimo, se è il punto da cui puoi ripartire senza peggiorare.
Se sei molto decondizionato o hai paura del movimento
Il decondizionamento significa che il corpo ha perso parte della sua capacità di tollerare sforzi, movimenti e attività quotidiane.
Nella fibromialgia può succedere per vari motivi:
dolore persistente;
paura di peggiorare;
precedenti esperienze negative con l’esercizio;
periodi lunghi di riposo forzato;
sonno non ristoratore;
fatica;
ansia legata ai sintomi.
In questi casi, serve una ripartenza più intelligente.
Devi dimostrare al tuo sistema nervoso che il movimento può tornare a essere sicuro, dosato e prevedibile.
Qui il pacing nella fibromialgia diventa fondamentale: non significa fare sempre meno, ma distribuire meglio energie e carichi per evitare il ciclo “faccio troppo → crollo → mi fermo → perdo fiducia”.
Come scegliere in base a sintomi, tolleranza e obiettivo
Per scegliere bene, puoi usare cinque domande.
1. In che fase sono?
Chiediti:
sono in flare?
sto uscendo da un periodo difficile?
sono stabile da qualche settimana?
ho sintomi forti ma prevedibili?
recupero bene o mi servono molti giorni?
Se sei in fase instabile, scegli attività più brevi, leggere e frammentate.
Se sei stabile, puoi pensare a un lavoro più progressivo.
2. Cosa tollero oggi, non cosa tolleravo anni fa?
Molte persone con fibromialgia si confrontano con il passato:
“Prima camminavo per un’ora.”
“Prima facevo palestra.”
“Prima nuotavo senza problemi.”
Capisco bene quanto possa essere frustrante.
Però il corpo va allenato partendo dalla capacità attuale, non dal ricordo di quella precedente.
La domanda giusta è:
“Qual è la dose che oggi posso ripetere senza pagare un prezzo eccessivo domani?”
3. Qual è il mio obiettivo principale?
Non tutte le attività servono allo stesso scopo.
Se il tuo obiettivo è ridurre la paura del movimento, può essere utile iniziare con esercizi a casa molto controllabili.
Se vuoi migliorare la resistenza, cammino, cyclette o nuoto possono essere più indicati.
Se vuoi lavorare su forza e funzione, servono esercizi di rinforzo progressivo.
Se vuoi associare movimento, respiro e calma, il pilates adattato può avere molto senso.
4. Ho una storia di flare dopo l’attività?
Se ogni volta che fai una certa attività peggiori per 2-3 giorni, non significa per forza che quell’attività sia “vietata”.
Può significare che:
la dose è troppo alta;
la progressione è troppo veloce;
la seduta è troppo lunga;
l’intensità è eccessiva;
il recupero è insufficiente;
l’attività arriva in una giornata già carica.
In questo caso non devi per forza eliminare tutto ma molto dovrai modificare durata, intensità, frequenza o contesto.
5. Mi piace abbastanza da poterla ripetere?
Questo punto è spesso sottovalutato.
Un’attività perfetta sulla carta, ma odiata nella vita reale, difficilmente diventerà sostenibile.
La preferenza personale conta perché aumenta l’aderenza. E l’aderenza, nella fibromialgia, è una parte del trattamento.
Una revisione sulla difficoltà di aderire a esercizi da moderata ad alta intensità nella fibromialgia sottolinea che molte persone riportano peggioramento dei sintomi all’inizio dei programmi e che vanno considerati fattori fisici, psicologici e individuali (studio 10).
Quindi sì: ciò che riesci a fare con più continuità conta davvero.
Cammino, esercizi a casa, piscina, cyclette e pilates: pro e limiti
Vediamo ora le attività più cercate e più usate.
Non come classifica.
Come bussola per scegliere.
Cammino
Il cammino è spesso una delle prime opzioni perché è semplice, gratuito e accessibile.
Può aiutare a migliorare resistenza, circolazione, autonomia e fiducia.
È anche una forma di attività aerobica a basso impatto, quindi potenzialmente utile nella fibromialgia, se dosata bene (studio 2, studio 8).
Quando può essere una buona scelta
Il cammino può essere adatto se:
riesci a uscire di casa senza troppo stress;
tolleri la posizione in piedi;
non hai peggioramenti importanti dopo brevi passeggiate;
vuoi migliorare resistenza e autonomia;
hai bisogno di un’attività semplice e ripetibile.
Limiti
Il cammino può diventare problematico se:
parti subito con distanze troppo lunghe;
cammini veloce per “fare allenamento” quando non sei pronta/o;
scegli salite, caldo, freddo od orari sfavorevoli;
lo usi per “recuperare il tempo perso” dopo giorni di inattività.
Per molte persone con fibromialgia, il cammino funziona meglio se iniziato con una logica minima e progressiva.
Esempio pratico:
5-8 minuti;
ritmo facile;
terreno semplice;
ritorno a casa prima di sentirsi distrutti;
aumento solo se il giorno dopo il corpo risponde bene.
Esercizi a casa
Gli esercizi a casa possono essere una scelta molto utile quando uscire è difficile, quando hai paura di peggiorare o quando vuoi controllare meglio il carico.
Possono includere:
mobilità dolce;
esercizi da seduti;
rinforzo leggero;
esercizi con elastici;
stretching non aggressivo;
esercizi respiratori associati al movimento.
Quando possono essere una buona scelta
Sono indicati se:
hai poca energia;
vuoi iniziare in modo molto graduale;
ti senti più sicura/o in un ambiente familiare;
vuoi fare micro-sessioni;
vuoi evitare spostamenti, freddo, caldo o ambienti affollati.
Limiti
Il rischio degli esercizi a casa è improvvisare.
Guardare video generici può essere utile per alcune persone, ma nella fibromialgia il problema non è solo “quale esercizio”.
È:
quante ripetizioni;
quante serie;
quanto recupero;
che intensità;
in quale fase dei sintomi;
con quale progressione.
Se hai molta paura del movimento, sintomi molto fluttuanti o peggioramenti frequenti, può essere utile un inquadramento con un fisioterapista esperto. Puoi approfondire qui cosa può fare davvero la fisioterapia nella fibromialgia.
Piscina e attività in acqua
L’attività in acqua è spesso ben tollerata perché riduce il carico sulle articolazioni, permette movimenti più fluidi e può dare una sensazione di sostegno.
Le evidenze suggeriscono che l’esercizio acquatico possa migliorare benessere, sintomi e forma fisica nelle persone con fibromialgia (studio 3).
Una revisione del 2025 con network meta-analisi ha trovato che, nel breve termine, l’esercizio acquatico risultava tra gli approcci più efficaci per ridurre l’intensità del dolore nelle donne con fibromialgia; gli autori però sottolineano anche la necessità di ulteriori studi e l’importanza delle preferenze della persona (studio 7).
Quando può essere una buona scelta
La piscina può essere utile se:
hai dolore diffuso e scarsa tolleranza agli impatti;
ti senti meglio in acqua;
il calore ti rilassa;
camminare a terra ti affatica troppo;
vuoi lavorare su mobilità, resistenza e fiducia.
Limiti
La piscina non è perfetta per tutti.
Può essere poco adatta se:
lo spostamento fino alla struttura ti stanca troppo;
il freddo dopo l’uscita dall’acqua ti peggiora;
hai difficoltà con spogliatoio, doccia, tempi e organizzazione;
le lezioni sono troppo intense;
l’ambiente è rumoroso o stressante.
Cyclette
La cyclette è spesso sottovalutata.
Può essere una buona via di mezzo tra cammino ed esercizio controllato.
Permette di lavorare in modo aerobico, ma con meno impatto e con maggiore controllo su durata, ritmo e resistenza.
Quando può essere una buona scelta
Può essere utile se:
camminare ti crea dolore a piedi, ginocchia, anche o schiena;
vuoi allenarti in casa;
hai bisogno di controllare bene il tempo;
preferisci evitare meteo, salite e spostamenti;
vuoi iniziare con pochi minuti.
Limiti
Può non essere ideale se:
la posizione seduta peggiora dolore lombare, pelvico o cervicale;
aumenti troppo la resistenza;
pedali troppo a lungo;
la usi in modo monotono e ti annoi subito.
Una strategia pratica può essere iniziare con pochissimi minuti, anche 3-5, a resistenza bassa.
Poi valutare il giorno dopo e se il corpo risponde bene, puoi aumentare lentamente.
Pilates e ginnastica dolce
Le attività dolci o mind-body possono essere utili perché combinano movimento, attenzione corporea, respiro, controllo e gradualità.
Il pilates adattato può aiutare alcune persone a muoversi con meno paura e più consapevolezza.
Uno studio randomizzato sul pilates a tappetino ha trovato miglioramenti sia nel gruppo pilates sia nel gruppo esercizio aerobico acquatico, senza differenze significative tra i due gruppi; gli autori sottolineano anche l’importanza delle preferenze del paziente (studio 12).
Quando possono essere una buona scelta
Possono essere indicati se:
hai paura di attività troppo “sportive”;
hai bisogno di movimenti lenti e guidati;
vuoi lavorare su respirazione, rigidità e controllo;
lo stress peggiora molto i sintomi;
cerchi un’attività più calma e meno competitiva.
Limiti
Il problema è che “pilates” può voler dire tutto e il contrario di tutto.
Una lezione dolce, adattata e rispettosa dei sintomi è una cosa.
Una lezione intensa, piena di posizioni mantenute a lungo, leve difficili o richieste performanti è un’altra.
Nella fibromialgia conta come viene proposta.
Esercizi di forza
Molte persone con fibromialgia temono gli esercizi di forza.
È comprensibile, soprattutto se in passato hanno avuto dolore dopo palestra, pesi o esercizi troppo intensi.
Ma la forza non significa per forza “palestra pesante”.
Può significare:
alzarsi e sedersi da una sedia;
spingere leggermente contro una parete;
usare un elastico morbido;
fare piccoli esercizi per anche, schiena, spalle e gambe;
aumentare gradualmente la capacità di sostenere le attività quotidiane.
Le evidenze disponibili suggeriscono che l’allenamento di forza può migliorare alcuni esiti nella fibromialgia, anche se la qualità delle prove non è sempre alta e la progressione va personalizzata (studio 5).
La revisione del 2025 citata prima ha trovato che l’allenamento di forza risultava particolarmente rilevante nel lungo termine per la riduzione del dolore nelle donne con fibromialgia, pur con limiti metodologici e necessità di ulteriori ricerche (studio 7).
Quando può essere una buona scelta
Può essere indicato se:
vuoi migliorare funzione e autonomia;
ti senti debole o instabile;
fai fatica nelle scale, nelle faccende, nel sollevare oggetti;
vuoi ridurre il decondizionamento;
hai già una minima tolleranza al movimento.
Limiti
Può peggiorare i sintomi se:
parti con carichi troppo alti;
lavori a cedimento;
fai troppe ripetizioni;
non rispetti i recuperi;
aumenti tutto insieme;
copi programmi generici non pensati per dolore cronico e fibromialgia.
La forza può essere molto utile, ma va trattata come una medicina: dose, frequenza e progressione contano.
Quando cambiare attività fisica
Cambiare attività non significa fallire.
A volte significa ascoltare meglio il corpo.
Può essere il momento di modificare o cambiare attività se:
ogni seduta ti lascia peggio per più di 24-48 ore;
hai un aumento netto e ripetuto dei flare;
inizi ad avere paura dell’attività;
recuperi sempre più lentamente;
l’attività è troppo complicata da organizzare;
non riesci a mantenerla per più di 2-3 settimane;
ti annoia così tanto che la vivi come una punizione;
senti che stai facendo movimento “contro” il corpo, non “con” il corpo.
Attenzione però: non ogni fastidio significa che l’attività è sbagliata. All’inizio può essere normale un leggero aumento di rigidità o indolenzimento.
Come capire se l’attività scelta è sostenibile
Un’attività è sostenibile se supera tre test.
1. Il test del giorno dopo
Chiediti:
“Il giorno dopo sono più o meno nella mia normale variabilità?”
Se il giorno dopo sei leggermente affaticata/o ma riesci a svolgere le tue normali attività, può essere accettabile.
Se invece sei distrutta/o, con dolore nettamente aumentato e bisogno di fermarti completamente, probabilmente la dose è eccessiva.
2. Il test della ripetibilità
Una buona attività non è quella che riesci a fare una volta.
È quella che puoi ripetere.
Se fai 40 minuti una volta e poi stai ferma/o cinque giorni, forse è meglio fare 8-10 minuti più spesso. La fibromialgia risponde meglio alla continuità tollerabile.
3. Il test della fiducia
Dopo l’attività, ti senti più fiduciosa/o o più spaventata/o? Questo conta.
Il movimento dovrebbe aiutarti gradualmente a ricostruire fiducia.
Se ogni seduta conferma l’idea “il mio corpo non regge nulla”, qualcosa va cambiato.
Cosa fare in pratica: una guida decisionale semplice
Ecco una bussola pratica.
Se sei in flare
Scegli:
mobilità dolce;
piccoli movimenti distribuiti;
camminate molto brevi;
esercizi da seduta/o;
respirazione e movimento leggero.
Evita:
progressioni;
allenamenti intensi;
recuperi forzati;
“devo compensare quello che non ho fatto”.
Obiettivo: non perdere completamente il contatto con il movimento.
Se sei stabile ma poco allenata/o
Scegli:
cammino breve;
cyclette leggera;
esercizi a casa;
attività in acqua dolce;
pilates adattato.
Obiettivo: costruire continuità.
Regola pratica: inizia più basso di quanto pensi di poter fare. Poi aumenta solo se il corpo conferma.
Se vuoi migliorare resistenza
Scegli:
cammino;
cyclette;
piscina;
attività aerobica leggera.
Obiettivo: migliorare fiato, autonomia e tolleranza allo sforzo.
Se vuoi migliorare forza e funzione
Scegli:
esercizi progressivi a corpo libero;
elastici leggeri;
esercizi funzionali;
rinforzo supervisionato.
Obiettivo: rendere più facili le attività quotidiane.
Se hai molta paura del movimento
Scegli:
esercizi a casa molto semplici;
movimenti lenti;
pilates adattato;
percorsi guidati.
Obiettivo:
ricostruire sicurezza.
Se ti annoi facilmente
Scegli:
attività variate;
danza dolce;
cammino con musica;
esercizi brevi ma diversi;
attività in gruppo se ti aiuta.
Obiettivo: aumentare l’aderenza.
Perché l’attività più scientificamente sensata, se non riesci a farla nella tua vita reale, non diventerà mai davvero terapeutica.
Conclusione
Con la fibromialgia, la migliore attività fisica non è quella più famosa, più consigliata o più “scientifica” sulla carta.
È quella che riesce a rispettare quattro condizioni:
parte dal tuo livello attuale;
non scatena peggioramenti importanti e ripetuti;
può essere ripetuta con continuità;
può progredire lentamente nel tempo.
Camminare può essere ottimo.
La piscina può essere ottima.
La cyclette può essere ottima.
Pilates ed esercizi a casa possono essere ottimi.
Anche la forza è importante.
Ma nessuna attività è automaticamente giusta per tutti.
La vera scelta è chiedersi: “Quale movimento, nella fase in cui sono oggi, mi aiuta a stare un po’ meglio senza farmi crollare domani?”
E da lì si costruisce tutto il resto.
3. FAQ FINALI
Qual è la migliore attività fisica per la fibromialgia?
Non esiste una migliore attività fisica valida per tutti. Le evidenze supportano diverse forme di esercizio, tra cui attività aerobica, acqua, esercizi di forza, programmi misti e attività dolci. La scelta dovrebbe dipendere da sintomi, tolleranza, obiettivo, storia di flare e preferenze personali (studio 1, studio 7).
Camminare fa bene con la fibromialgia?
Sì, può fare bene se la dose è adeguata. Il cammino è un’attività aerobica semplice e accessibile, ma deve essere iniziato in modo graduale. Se camminare provoca peggioramenti importanti nei giorni successivi, probabilmente bisogna ridurre durata, ritmo o frequenza.
Meglio piscina o palestra?
Dipende. La piscina può essere più tollerabile per chi soffre gli impatti o ha dolore diffuso, mentre la palestra può essere utile se permette un lavoro di forza molto graduale e personalizzato. Il problema non è il luogo, ma il carico: una piscina troppo intensa o una palestra non adattata possono entrambe peggiorare i sintomi.
Il pilates è consigliato nella fibromialgia?
Può essere utile, soprattutto se dolce, adattato e non performativo. Il pilates può aiutare alcune persone a combinare movimento, respiro e controllo corporeo. Tuttavia, non tutte le lezioni sono adatte: intensità, durata e tipo di esercizi fanno una grande differenza (studio 12).
Se dopo l’attività sto peggio, devo smettere?
Non necessariamente. Prima di eliminare del tutto un’attività, valuta se hai esagerato con durata, intensità, frequenza o progressione. Se però il peggioramento è intenso, ripetuto o dura diversi giorni, è un segnale che il carico va modificato.
Durante un flare devo fare attività fisica?
Durante un flare l’obiettivo non è allenarsi, ma mantenere un minimo di movimento tollerabile. Possono bastare mobilità dolce, brevi camminate, movimenti da seduti o pause attive leggere. Nei giorni peggiori conviene ridurre le pretese e puntare alla regolazione, non alla performance.
Quante volte a settimana bisogna fare attività fisica?
Le indicazioni degli studi sull’attività aerobica parlano spesso di 2-3 sedute a settimana, ma nella pratica molte persone con fibromialgia devono iniziare con dosi più basse e più brevi (studio 8). La frequenza ideale è quella che riesci a sostenere senza entrare nel ciclo sovraccarico e recupero forzato.
È meglio fare poco tutti i giorni o tanto poche volte?
Per molte persone con fibromialgia è meglio fare poco, ma con più regolarità. Fare troppo in una singola seduta può aumentare il rischio di peggioramento. La continuità tollerabile, spesso, è più utile degli sforzi occasionali.
4. DISCLAIMER INFORMATIVO
Le informazioni presenti in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative, educative e divulgative. I contenuti pubblicati su RiabilitazioneFibromialgia.it nascono con l’obiettivo di aiutare il lettore a comprendere meglio temi legati a fibromialgia, dolore cronico e riabilitazione, ma non sostituiscono una valutazione clinica personale, una diagnosi, un trattamento o un parere medico-sanitario personalizzato.
Ogni persona ha una storia clinica, sintomi, comorbidità, terapie in corso e bisogni specifici che richiedono un inquadramento individuale. Per questo motivo, prima di modificare farmaci, cure, attività fisica, esercizio, alimentazione, integrazione, stile di vita o altre scelte rilevanti per la salute, è fondamentale confrontarsi con il proprio medico o con un professionista sanitario qualificato.
In presenza di sintomi nuovi, intensi, in peggioramento o non ancora valutati, è opportuno rivolgersi tempestivamente a un medico. I contenuti di questo sito non devono essere interpretati come indicazioni valide in modo automatico per tutti i casi, né come sostitutivi del rapporto diretto con i professionisti che seguono la persona.
5. BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA
studio 1 — EULAR revised recommendations for the management of fibromyalgia — 2017 — Annals of the Rheumatic Diseases
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27377815/
Fonte verificata: la raccomandazione EULAR identifica l’esercizio come unico intervento terapeutico con raccomandazione “strong for” nella fibromialgia.
studio 2 — Aerobic exercise training for adults with fibromyalgia — 2017 — Cochrane Review / PubMed
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28636204/
studio 3 — Aquatic exercise training for fibromyalgia — 2014 — Cochrane Review / PubMed
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/25350761/
studio 4 — Mixed exercise training for adults with fibromyalgia — 2019 — Cochrane Review / PubMed
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31124142/
studio 5 — Resistance exercise training for fibromyalgia — 2013 — Cochrane Review / PubMed
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24362925/
studio 6 — Flexibility exercise training for adults with fibromyalgia — 2019 — Cochrane Review / PubMed
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31476271/
studio 7 — The most effective therapeutic exercises for pain intensity in women with fibromyalgia: a systematic review and network meta-analysis — 2025 — Brazilian Journal of Physical Therapy
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40319533/
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12099910/
La revisione include 51 studi nella sintesi quantitativa e confronta diversi approcci di esercizio terapeutico; gli autori indicano esercizio acquatico nel breve termine e di forza nel lungo termine come opzioni rilevanti, ma con limiti e necessità di ulteriori studi.
studio 8 — Aerobic Exercise Prescription for Pain Reduction in Fibromyalgia: A Systematic Review — 2025 — PubMed
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39805734/
studio 9 — Effect of different types of exercise in adult subjects with fibromyalgia: a systematic review and meta-analysis of randomised clinical trials — 2022 — Scientific Reports
https://www.nature.com/articles/s41598-022-14213-x
La revisione conclude che esercizio aerobico, di forza e stretching possono contribuire a ridurre dolore e migliorare qualità di vita, pur con limiti nella qualità e nell’eterogeneità degli studi.
studio 10 — Exploring Adherence to Moderate to High-Intensity Exercises in Patients with Fibromyalgia — 2023 — Physiologia / MDPI
https://www.mdpi.com/2673-9488/3/3/34
La revisione narrativa evidenzia il problema dell’aderenza, del peggioramento iniziale dei sintomi e della necessità di programmi personalizzati.
studio 12 — Mat Pilates is as effective as aquatic aerobic exercise in treating women with fibromyalgia: a clinical, randomized and blind trial — 2020 — Advances in Rheumatology
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32252822/
https://link.springer.com/article/10.1186/s42358-020-0124-2
Lo studio randomizzato ha confrontato pilates a tappetino ed esercizio aerobico acquatico, osservando miglioramenti in entrambi i gruppi senza differenze significative tra le due modalità.
© 2026 RiabilitazioneFibromialgia.it | Tutti i diritti riservati.
Email:
giuseppe@riabilitazionefibromialgia.it
